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"Gli errori delle donne (in amore)" di Giorgio Nardone


La Terapia degli Attacchi di Panico Giorgio Nardone a Ordine Psicologi Lombardia

PROBLEMI PSICOLOGICI

Disturbi d'ansia
Attacchi di panico con o senza agorafobia, ansia da prestazione, fobia sociale, disturbo post-traumatico da stress, fobie specifiche.
Ossessioni ossessioni,compulsioni,dubbio patologico,ipocondria, dismorfofobia, disturbi somatoformi.
Depressione (varie forme)
Disordini alimentari Anoressia,Bulimia,Vomiting,Binge Eating.
Problemi relazionali Coppia,Genitori-Figli, Lavoro,Contesti sociali
Problemi dell'infanzia e dell'adolescenza Deficit attentivo, disturbo oppositivo-provocatorio, mutismo elettivo,disturbo da evitamento, ansia da prestazione, fobia scolare,ecc.
Disturbi sessuali
Difficoltà di erezione, eiaculazione precoce, vaginismo, dispaurenia, disturbi del desiderio.
Dipendenze da Internet chat,shopping,scommesse,sex online,Information addiction

LA TERAPIA BREVE STRATEGICA


Finire in un circolo vizioso, in una trappola mentale, è più facile di quello che si pensi.
A volte basta un fatto, o un semplice dubbio, per costruire gradualmente un'abitudine a vedere e sentire le cose in un certo modo e a reagire di conseguenza. 
Una volta creatasi quell'abitudine (modo di percepire, fare, pensare o reagire) essa tende ad essere ripetuta dalla nostra mente 'economica' in tutte le circostanze simili, anche quando non funziona più e ci limita.

Si costruisce così un meccanismo "spontaneo" che "scatta" dentro di noi, e che è diventato parte di noi. Anzi, ci domina. Siamo finiti in un problema !

Magari quel problema ce lo portiamo dietro da anni, pensando che "ormai è inutile", che "passerà da solo col tempo". Oppure abbiamo provato un po' di tutto e non crediamo più a niente e a nessuno.

Invece è  possibile risolvere in tempi brevi e con risultati duraturi.

La terapia breve strategica ha costituito una sorta di rivoluzione copernicana nel modo di approcciare e trattare i disagi psicologici. Ha sovvertito i concetti di "malattia" e di "sorte" e ha dimostrato come, utilizzando strumenti adeguati e modelli di intervento evoluti,  anche i problemi di vecchia data possano essere risolti in breve tempo.

La Terapia Breve Strategica è un modello di intervento evoluto e specifico messo a punto da Giorgio Nardone. Deriva  dall' approccio strategico di cui condivide gli aspetti essenziali, ma da cui si differenzia per gli aspetti originali di efficacia e di efficienza, di rigore e di flessibilità.  

Il Modello di intervento di Giorgio Nardone rappresenta l'evoluzione e la massima espressione degli approcci strategici per il grado di raffinamento degli strumenti, l'impiego mirato delle logiche non ordinarie, la sistematizzazione delle modalità di intervento in un modus operandi organico.

In particolare la ricerca-intervento ha permesso di costruire protocolli mirati per specifici problemi, ottenendo un alto grado di efficacia in tempi brevi, con risultati duraturi e senza l’impiego di farmaci.

Questi protocolli sono rigorosi, ma non rigidi. Vengono calzati a seconda della persona,  del problema  e del contesto. È il terapeuta che adatta l’intervento al paziente e al suo punto di vista (al suo sentire, pensare, agire), non al proprio. 

L'uso dei protocolli di trattamento segue un criterio di rigore, ma di flessibilità. Infatti ciò che può essere prefissato è la strategia (a livello di struttura dell'intervento, che si adatta alla struttura del problema e alla sua persistenza) ; ciò che cambia sempre invece è l'interazione terapeutica, la relazione con il paziente ed il tipo di comunicazione che si utilizza.


ALCUNE CARATTERISTICHE DEL MODELLO:

La prima caratteristica della terapia breve strategica evoluta è che, in linea con la Logica Strategica (branca specialistica della Logica matematica) l’intervento terapeutico viene a costituirsi non sulla teoria assunta a monte dal terapeuta ma sulla base dell’obiettivo da raggiungere e delle caratteristiche del problema da risolvere. Pertanto l’assunto di partenza è la rinuncia a qualsiasi teoria normativo -prescrittiva, compresa la teoria sistemica dalla quale per alcuni aspetti la terapia breve strategica è derivata.

Si ritiene, infatti, che qualunque teoria assunta a priori funzioni comunque come giudizio “implicito” (Salvini 1991) o pregiudizio forviante per la messa a punto di efficaci soluzioni. Al contrario, il calzare l’intervento alle prerogative del problema e all'obiettivo da raggiungere, induce a costruire una strategia ben focalizzata che poi dovrà “autocorreggersi” nella sua interazione con il problema . In altri termini, la strategia si adatta tattica dopo tattica alle risposte derivanti dagli interventi messi in atto: come nel gioco degli scacchi, si procede con una apertura seguita da mosse che si susseguono sulla base  del gioco dell’avversario.

Se la strategia dell’avversario, (la persistenza del disturbo-problema), appare tra quelle ben note, si potrà tentare una sequenza formalizzata di scacco matto in poche mosse, ossia un protocollo specifico di trattamento. 
La misurazione degli effetti, in questo caso, non sarà  solo tra l’inizio e la fine della terapia, ma sarà rivolta ad ogni singola fase del processo terapeutico, poiché, come in un modello rigoroso matematico, si ipotizzano le possibili risposte ad ogni singola manovra, le quali vengono poi verificate, mediante la prassi empirico-sperimentale.

Tale metodologia conduce a ridurre tali possibilità di risposta ad un massimo di 2 o 3 per ogni singolo intervento, permettendo così di costruire, poi, per ognuna di tali varianti di risposta, la successiva mossa. Quindi, si procede con una misurazione processuale degli effetti e del valore predittivo di ogni singola manovra e non solo dell’intero processo terapeutico.

Il risultato finale di un tale laborioso processo empirico - sperimentale, guidato da modelli di Logica matematica, è un modello di terapia  evoluto, poiché controllabile e verificabile, il quale inoltre, in virtù della sua formalizzazione può essere  replicato e didatticamente trasmesso

Infine, tale modello non è soltanto efficace ed efficiente ma anche predittivo. Quest'ultima caratteristica fa si che una tipologia terapeutica si evolva da pratica artigianale-artistica ad tecnologia evoluta, senza che questo ne riduca o ne faccia perdere quel tasso di creatività artistica indispensabile al suo continuo processo di innovazione,  nel rispetto dei criteri di rigore scientifico che rendono tale terapia qualcosa di realmente affidabile.

Se quanto si è appena detto vale per lo studio della struttura dell’intervento e per la sua logica costitutiva, altro discorso va fatto, tuttavia, per l’adattamento dell’intervento ad ogni singola persona, famiglia e contesto socio-culturale. Poiché a tale proposito ogni criterio di controllo e “predittività” salta.

Come già affermava Erickson, infatti, ogni individuo possiede caratteristiche uniche ed irripetibili, così come la sua interazione con se stesso gli altri e il mondo rappresenta sempre qualcosa di originale.
Di conseguenza ogni interazione umana, anche quella terapeutica, risulta essere unica ed irripetibile, all’interno della quale, sta al terapeuta,  adattare la propria logica ed il proprio linguaggio a quello del paziente procedendo, in tal modo, nell’indagine delle caratteristiche del problema da risolvere, sino alla rilevazione  della sua specifica modalità di persistenza.
Una volta individuate le peculiarità della persistenza del problema, egli potrà  utilizzare la logica risolutiva che appare più idonea, seguendo nella sua costituzione e nella sua applicazione un modello, ma adattando ogni singola manovra alla logica e al linguaggio del paziente.
In questo modo, in realtà l’intervento terapeutico mantiene sia il rigore strategico (a livello di struttura dell’intervento), sia la flessibilità nell'adattarsi alle singolarità di ogni nuova persona e situazione.

Le fasi della terapia breve strategica, nel suo modello evoluto, sono quattro:

Fase 1
Definizione del problema, delle soluzioni tentate e non efficaci, identificazione delle resistenze
Avvio di una collaborazione col paziente nello scoprire insieme i meccanismi del problema e delle eventuali eccezioni.
Accordo sugli obiettivi e i risultati da raggiungere
Prime manovre terapeutiche
Prime prescrizioni dirette o indirette
Indicazioni pratiche
Fase 2
Sblocco dei sintomi
Ristrutturazioni  e uso di logiche strategiche
Valutazione dei cambiamenti avvenuti
Indicazioni pratiche
Fase 3
Consolidamento delle nuove prospettive acquisite
Riorganizzazione e flessibilizzazione del sistema percettivo-reattivo
Valorizzazione delle risorse personali  liberate dalle gabbie del problema
Fase 4
Assunzione di una completa autonomia da parte del paziente
Spiegazione delle manovre e delle strategie messe in atto in modo che costituiscano armi per il futuro
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