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"Gli errori delle donne (in amore)" di Giorgio Nardone


La Terapia degli Attacchi di Panico Giorgio Nardone a Ordine Psicologi Lombardia

PROBLEMI PSICOLOGICI

Disturbi d'ansia
Attacchi di panico con o senza agorafobia, ansia da prestazione, fobia sociale, disturbo post-traumatico da stress, fobie specifiche.
Ossessioni ossessioni,compulsioni,dubbio patologico,ipocondria, dismorfofobia, disturbi somatoformi.
Depressione (varie forme)
Disordini alimentari Anoressia,Bulimia,Vomiting,Binge Eating.
Problemi relazionali Coppia,Genitori-Figli, Lavoro,Contesti sociali
Problemi dell'infanzia e dell'adolescenza Deficit attentivo, disturbo oppositivo-provocatorio, mutismo elettivo,disturbo da evitamento, ansia da prestazione, fobia scolare,ecc.
Disturbi sessuali
Difficoltà di erezione, eiaculazione precoce, vaginismo, dispaurenia, disturbi del desiderio.
Dipendenze da Internet chat,shopping,scommesse,sex online,Information addiction

LA RICERCA




Negli ultimi venti anni i ricercatori strategici hanno sviluppato una base di conoscenze scientifiche di basilare importanza per la qualità della nostra vita quotidiana, per le nostre relazioni, la nostra salute e il nostro benessere psicologico.

La ricerca strategica ha trovato la sua più importante evoluzione al Centro di Terapia Strategica di Arezzo, sotto la guida di Giorgio Nardone. I risultati riguardano vari settori e contesti.

Evitando le teorie a priori, i ricercatori hanno studiato empiricamente, nella pratica, in che modo le persone ‘costruiscono’ la loro personale visione della realtà e in che modo è possibile cambiarla quando questa diventa rigida e fonte di problemi.
Sulla scorta dell’evoluzione scientifica, i ricercatori hanno scoperto come ‘funzionano’ i problemi e come essi si possono risolvere in modo duraturo e in tempi brevi. Ne è nato un approccio nuovo e una vera tecnologia del cambiamento, di cui hanno beneficiato già migliaia di persone.

Tutto ciò è stato possibile grazie al modo in cui la ricerca è stata impostata, ovvero utilizzando i criteri della "ricerca-intervento" che si possono far risalire alla "action-research" di Kurt Lewin.
Nel 1945  K. Lewin affermò che "nessuna azione è senza ricerca e nessuna ricerca è senza azione". Questo concetto, che sembrerebbe ovvio, non ha avuto la diffusione che meritava. 
La differenza sostanziale tra ricerca convenzionale e ricerca-intervento sta nella filosofia che sottende il procedimento di ricerca. 
La ricerca convenzionale viene condotta principalmente per fare una "diagnosi", ovvero per conoscere una situazione. La ricerca-intervento  si pone invece come obiettivo primario di modificare una situazione. Intervenendo attivamente sul problema-situazione, essa modifica un processo (o una parte di esso) e, osservando i risultati ottenuti, risale al funzionamento del problema e da qui alla sua soluzione.
Una action-research, dunque,  è una ricerca che viene fatta non solo per conoscere una situazione, ma per modificarla attraverso le conoscenze che si ottengono intervenendo su di essa.
In altri termini un fenomeno, un problema o una relazione possono essere indagati formulando ipotesi teoriche e, sulla base di queste, fare esperimenti cercando di dimostrare la validità delle ipotesi. Diversamente, i fenomeni possono essere conosciuti intervenendo su di essi e valutando gli effetti dell'intervento fino a scoprire la struttura e il funzionamento del problema stesso.
Nel primo caso si ha una ricerca di tipo tradizionale, in cui l'esperimento rischia di essere inficiato dalla teoria di partenza (e in cui spesso soggetto e oggetto della ricerca vengono considerati distinti). Nel secondo caso abbiamo una ricerca-intervento, in cui è solamente la soluzione (ovvero ciò che produce i risultati voluti), ciò che svela il funzionamento del problema stesso. Si impara facendo, ovvero intervenendo.

Si tratta dunque  di cambiare prima un fenomeno per poterne conoscere poi il funzionamento, e non di conoscere prima (con un'ipotesi teorica) per cambiare poi.

Poichè l'approcccio strategico si muove per obiettivi ed è orientato a trovare le soluzioni più che le dimostrazioni o le spiegazioni, l'adozione della  ricerca-intervento è stata decisiva nel raggiungere i risultati. Un certo tipo di problema è stato indagato intervenendo su di esso con logiche strategiche fino ad ottenere la sua soluzione, la quale ne ha svelato il funzionamento.
È stato così possibile identificare classi di problemi e classi di soluzioni, logiche adeguate e non adeguate, manovre, tecniche e strategie operative efficaci ed efficienti a seconda della persona, del contesto, della resistenza al cambiamento, delle modalità stesse del cambiamento.
La sistematizzazione dei risultati ha permesso poi di costruire del modelli tecnologicamente avanzati di intervento, ripetibili, trasmissibili, predittivi, autocorrettivi, e in continuo perfezionamento.
In questo modo il sapere acquisito ha trovato una sua sistematizzazione evitando così di essere disperso o contaminato. Naturalmente la ricerca-intervento continua a produrre nuovi perfezionamenti a livello di strategie funzionali, di tipi di comunicazione efficace, di stili relaziononali idonei.

Per saperne di più: