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"Gli errori delle donne (in amore)" di Giorgio Nardone


La Terapia degli Attacchi di Panico Giorgio Nardone a Ordine Psicologi Lombardia

PROBLEMI PSICOLOGICI

Disturbi d'ansia
Attacchi di panico con o senza agorafobia, ansia da prestazione, fobia sociale, disturbo post-traumatico da stress, fobie specifiche.
Ossessioni ossessioni,compulsioni,dubbio patologico,ipocondria, dismorfofobia, disturbi somatoformi.
Depressione (varie forme)
Disordini alimentari Anoressia,Bulimia,Vomiting,Binge Eating.
Problemi relazionali Coppia,Genitori-Figli, Lavoro,Contesti sociali
Problemi dell'infanzia e dell'adolescenza Deficit attentivo, disturbo oppositivo-provocatorio, mutismo elettivo,disturbo da evitamento, ansia da prestazione, fobia scolare,ecc.
Disturbi sessuali
Difficoltà di erezione, eiaculazione precoce, vaginismo, dispaurenia, disturbi del desiderio.
Dipendenze da Internet chat,shopping,scommesse,sex online,Information addiction

LE LOGICHE NON ORDINARIE

La differenza principale tra logica ordinaria e non ordinaria è che con la prima si conosce per poi cambiare, mentre con la seconda si cambia per poi conoscere. Ciò ha degli effetti notevoli sul nostro modo di costruire la conoscenza, sui processi di cambiamento e apprendimento.
Le logiche non ordinarie riguardano tre macro aree, ovvero tre criteri applicativi: la logica del paradosso, della contraddizione e della credenza. Queste logiche, formalizzate da Newton da Costa, non sono altro che le quelle che abitualmente utilizziamo e sono le stesse che strutturano e mantengono i problemi, quando divengono rigidi criteri del modo di percepire, sentire, agire, pensare.

LOGICA PARADOSSALE.
Il paradosso è un’ambivalenza che viene espressa nello stesso istante, ovvero all’interno di una stessa comunicazione sono presente contemporaneamente due messaggi che si contraddicono.
“Questa frase è falsa” è un famoso esempio che non permette di decidere se ciò è vero o falso, poichè se dichiaro di mentire sto dicendo che mento, ma anche che non è vero che mento.
Il paradosso è ciò che spesso impedisce alle persone di reagire poiché non esiste una risposta corretta.
A livello pratico spesso noi cadiamo nelle trappole delle logiche paradossali.  Ad esempio:  non è possibile chiedere  “Amami!” oppure “Mi raccomando, sii spontaneo”, o ancora “Mi sforzo di addormentarmi” o “Mi sforzo di provare piacere”. Tutto ciò che è prescritto a sé o agli altri, infatti, non può più essere spontaneo.
Inoltre è facile incontrare situazioni del tipo “ Razionalmente so che non è la persona  per me, ma non riesco a farne a meno”, ovvero situazioni in cui esistono nello stesso tempo due messaggi contrari. Il che ci riporta alla constatazione che siano ‘normalmente’ paradossali.

LOGICA DELLA CONTRADDIZIONE.
La contraddizione è un’ambivalenza che si esprime in tempi successivi. Per esempio: prima penso una cosa, ma poi ne faccio o ne penso un’altra.
Nella vita quotidiana è  normale essere contraddittori. Siamo infatti  molto più contraddittori che paradossali perche il più delle volte diciamo di fare un cosa e poi ne facciamo un’altra, oppure vorremmo fare una cosa e poi cambiamo idea.
Anche ciò ci riporta alla constatazione che normalmente utilizziamo logiche non ordinarie, né tanto meno ‘razionali’.


LOGICA DELLA CREDENZA.
La logica della credenza è la più utilizzata da tutti. Essa riguarda tutto ciò che credo o che posso credere, e spesso si esprime con un “come se” qualcosa fosse vero, anche se non ne siamo certi. 
Hans Vaihinger (1922) ha dedicato a ciò un notevole volume intitolato “La filosofia del come se” in cui riporta moltissimi esempi e tipologie di credenze basate su un autoinganno funzionale o disfunzionale a cui crediamo, comportandoci come se esso  fosse la verità.
Rientrano in questa logica anche tutte le comuni e normali  distorsioni percettive, l’effetto folla, l’effetto placebo e nocebo, l’effetto aspettativa e le profezie autorealizzantesi del tipo ‘effetto Pigmalione’, e tutte quelle che riguardano le relazioni e i segnali che producono nell’altra persona o in noi stessi.
Credere di essere in un certo modo (ad esempio ‘antipatico’) significa già sentire  da antipatico  e percepire i comportamenti degli altri leggendoli attraverso il filtro di questa credenza, con tutto ciò che ne consegue  sul piano dei comportamenti.
Del resto, come suggerisce W.James, "tutto ciò che è creduto, è vero".


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