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"Gli errori delle donne (in amore)" di Giorgio Nardone


La Terapia degli Attacchi di Panico Giorgio Nardone a Ordine Psicologi Lombardia

PROBLEMI PSICOLOGICI

Disturbi d'ansia
Attacchi di panico con o senza agorafobia, ansia da prestazione, fobia sociale, disturbo post-traumatico da stress, fobie specifiche.
Ossessioni ossessioni,compulsioni,dubbio patologico,ipocondria, dismorfofobia, disturbi somatoformi.
Depressione (varie forme)
Disordini alimentari Anoressia,Bulimia,Vomiting,Binge Eating.
Problemi relazionali Coppia,Genitori-Figli, Lavoro,Contesti sociali
Problemi dell'infanzia e dell'adolescenza Deficit attentivo, disturbo oppositivo-provocatorio, mutismo elettivo,disturbo da evitamento, ansia da prestazione, fobia scolare,ecc.
Disturbi sessuali
Difficoltà di erezione, eiaculazione precoce, vaginismo, dispaurenia, disturbi del desiderio.
Dipendenze da Internet chat,shopping,scommesse,sex online,Information addiction

Le aspettative

Le aspettative hanno un potere enorme sul corpo, la mente, le nostre relazioni. Cambiano lo stato chimico-fisico dei neuroni e la nostra percezione della realtà.
Ad esempio nell’esperimento sull’effetto placebo, in cui il soggetto non sente più il dolore perché gli viene fatto credere che è stata applicata sul braccio una crema “antidolorifica”. Oppure nell’esperimento dei ragazzi a cui viene data da bere della birra "finta” ed essi vanno ubriachi veramente, comportandosi come se fossero sotto gli effetti dell’alcool. Ma sono sotto gli effetti di un’aspettativa, di una realtà inventata che, in quanto creduta, produce effetti concreti.
Il fatto più sorprendente é che le aspettative hanno il potere di cambiare gli altri e le nostre relazioni, perché cambiano la percezione nostra e altrui. In questo campo l’esperimento più famoso forse è quello passato alla storia col nome di “effetto Pigmalione”, quello di di Rosenthal e Jacobson nel 1964 alla Oak School di San Francisco. Agli insegnanti venne fatto credere di avere in classe alcuni ragazzi particolarmente dotati e intelligenti. E i ragazzi ritenuti dotati alla fine dell’anno produssero veramente risultati superiori.
Come fu possibile, dato che i risultati dei test di intelligenza erano volutamente falsi e distribuiti del tutto a caso?
I ragazzi non erano intelligenti, ma lo erano diventati. L’aspettativa positiva degli insegnanti aveva cambiato la percezione, la comunicazione, la relazione con quei ragazzi, fino a cambiare anche l’idea stessa che i ragazzi avevano di sé e quindi anche i risultati scolastici. L’aspettativa aveva prodotto una profezia che, per il solo fatto di essere stata formulata, si era autoavverata (‘self-fulfilling prophecy ’).
Ciò accade spesso anche nelle nostre relazioni. Quando ci aspettiamo che un figlio sia poco dotato, o fragile, e lo trattiamo come tale. Quando diamo per scontato che un dipendente non sarà collaborativo, o che quella squadra di lavoro non combinerà niente di buono. La nostra aspettativa spesso crea una profezia.
Infine le aspettative ci rendono ciechi, e proprio con le persone a cui teniamo di più, poiché da esse ci aspettiamo di più. Spesso è proprio su di loro che proiettiamo le nostre ansie e i nostri timori, lanciando involontariamente messaggi nocivi.
Come fare allora? In primo luogo occorre esaminare se dietro un'aspettativa esiste un copione ricorrente o una credenza forte che va resa più flessibile.
In secondo luogo occorre trasformare le aspettative in progetti fattibili, stabilendo degli obiettivi e degli indicatori per raggiungerli.
Così facendo, non solo creiamo in noi stessi delle aspettative positive e costruttive (delle 'sane' profezie), ma gettiamo anche le basi per realizzare concretamente ciò che desideriamo, per noi, per i nostri figli e i nostri cari.