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2018-10-23

"Gli errori delle donne (in amore)" di Giorgio Nardone


La Terapia degli Attacchi di Panico Giorgio Nardone a Ordine Psicologi Lombardia

PROBLEMI TRATTATI
*Disturbi d'ansia:
Attacchi di panico con o senza agorafobia, ansia da prestazione, fobia sociale, disturbo post-traumatico da stress, fobie specifiche
*
Ossessioni:ossessioni,compulsioni
dubbi patologici,ipocondria, dismorfofobia,ecc.
*
Depressione: (varie forme)
*Disordini alimentari: Anoressia,Bulimia,Vomiting,ecc..
*Problemi relazionali: Coppia,Genitori-Figli,Lavoro.
*Problemi dell'infanzia e dell'adolescenza: Fobia scolare, Deficit attentivo, da prestazione, disturbo oppositivo-provocatorio, mutismo, ecc.
*Disturbi sessuali:
Difficoltà di erezione, eiaculazione precoce, vaginismo, dispaurenia, disturbi del desiderio.
*Dipendenze: relazionali,  da Internet (varie forme)

RELAZIONI


familybuyLe relazioni sono ciò che modellano la nostra vita e le nostre abitudini. E sono anche ciò su cui noi possiamo maggiormente operare per costruire situazioni, consuetudini e stili di vita migliori.

Lungo il corso della vita noi tutti sviluppiamo dei "copioni", ovvero degli stili e dellle abitudini a relazionarci in un certo modo, secondo le persone e il contesto in cui ci muoviamo.

Spesso sviluppiamo copioni vincenti, che ci permettono di avere successo e buone capacità di adattarci, di comunicare in modo adeguato.

Purtroppo accade che questi nostri copioni, per diversi motivi, col tempo possono diventare schemi rigidi di comportamento, modi di pensare, reagire o subire. Ciò che una volta era vincente, oggi può trasformarsi in una gabbia che noi stessi abbiamo costruito e in cui incosapevolmente siamo finiti.

Quando certi comportamenti o situazioni si ripetono, pur non costituendo problemi gravi, ci pongono dei limiti e limitano anche chi ci sta vicino.
Un copione divenuto rigido è disfunzionale poiche non ci permette più di adattarci, di essere flessibili. Occorre allora intervenire, per evitare di costruire un vero e proprio problema psicologico. 
L'intervento tipico è il coaching strategico, un percorso che attraverso diversi step, trasforma questi limiti in nuove risorse. 
Tuttavia a volte è utile una consulenza e, se ormai si è creato nel tempo un problema, occorre una terapia breve strategica per sbloccare il sistema percettivo reattivo che si è strutturato nel tempo e costruire nuove prospettive dalle quali poter percepire la realtà con un diverso modo di sentire, da cui poter pensare e mettere in atto soluzioni diverse  e funzionali.
 
Nella coppia spesso si instaurano veri copioni in cui i personaggi agiscono e reagiscono ormai in modi prevedibili e secondo certi standard che per un certo periodo di tempo sono funzionali. Se però un copione diventa ridondante e rigido, produce dei limiti. Accade così che si strutturino delle modalità relazionali-affettive in cui non si riesce più a dire di no per paura dei conflitti, oppure si instaura il modello "crocerossina" o quelllo dell'uomo ( o della donna) che "non deve chiedere mai".
Nella relazione con i figli sono stati identificati degli stili tipici che se portati all'eccesso diventano patogeni: lo stile iperprotettivo, quello democratico-permissivo in cui genitori e figli sono "amici", quello dei genitori che si sacrificano sempre, quelli che invece delegano sempre, quelli che danno segnali intermittenti e ambivalenti ai figli, e infine quello stile autoritario in cui tipicamente il padre è padrone e impone il suo punto di vista a tutti.

trebuyIl panorama dei copioni disfunzionali si allarga anche al mondo del lavoro e delle organizzazioni: basta pensare a quei manager di successo che, una volta saliti nella scala delle responsabilità e della gerarchia, non riescono più a tollerare le idee dei giovani manager, in modo che il copione una volta vincente oggi non funziona e blocca la creatività e l'iniziativa dei giovani.
La verità è che tutti i tipi di relazione sono esposti ai rischi di irrigidirsi in schemi, veri e propri "rituali" in cui le abitudini vincono sulla flessibilità e l'adattabilità.


Le relazioni più a rischio
, d'altro canto, sembrano essere quelle in cui siamo più coinvolti emotivamente, poichè più siamo emotivamente o affettivamente coinvolti, più rischiamo di essere ciechi, di reagire troppo o di subire, o di bloccarci fino a sentirci come sotto l'effetto di un'anestesia.
In certi casi alcuni si perdono entro la relazione, quella d'amore o in quella genitoriale, fino a dimenticare se stessi, ad annullarsi e a perdere la propria originalità e spontaneità.
Ogni eccesso è patologico, come affermava Nietzsche, ma del resto è l'essere umano stesso che attraverso la relazione con se stesso e con gli altri, costruisce i propri autoinganni, ovvero costruisce la realtà che poi subisce. 
Gli interventii e gli strumenti strategici allora, in certi casi, possono  divenire veramente indispensabili, anche là dove non esiste ancora l'etichetta diagnostica, nè esiste la patologia, ma esistono il limite e la sofferenza.